RIECCOLO

Ormai ci rinuncio.

Dico ogni volta che mi propongo di tenere aggiornato il blog con un ritmo più serrato, ma alla fine non ci riesco. Questione di priorità. Gli impegni si accavallano e il povero FORTEeCHIARO scende ai piedi della lista.

In ogni caso, passato un periodo full, oggi riesco ad aggiornare un po’ su quello che succede da queste parti. Ad avere fatto il periodo full sono diverse cose. Anzi principalmente due.

La prima è la mia recente collaborazione come sceneggiatore con la Sergio Bonelli Editore. Sto scrivendo, a quattro mani con il mio mentore e compagno di viaggio Andrea Artusi, una storia per Nathan Never. Una doppia esplosiva, disegnata dal bravo Carlo Velardi, che in teoria dovrebbe andare nella serie regolare. Dico in teoria, perchè non siamo ancora inseriti in programmazione e quindi la forma con cui uscirà può cambiare fino all’ultimo. Comunque gli accordi per ora sono quelli.

La seconda è un’interessante collaborazione come disegnatore, che dura da un anno ormai, con Devolver Digital, un editore indipendente statunitense di videogiochi che ha commissionato a me e ai miei fidi sceneggiatori del Dayjob Studio, Federico e Maurizio, due lavori a fumetti abbastanza consistenti tratti da due favolosi videogiochi prodotti sempre da Devolver. Uno, Gods Will Be Watching sviluppato dai ragazzi di Deconstructeam, è già in preorder da qualche giorno sul portale di videogaming Steam e si possono vedere alcune immagini qui sotto. Dell’altro invece non posso ancora dire nulla.

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Studio dei personaggi di GWBW

Liam, capo degli Xenolifer in GWBW

Liam, capo degli Xenolifer in GWBW

Una pagina interna di GWBW

Una pagina interna di GWBW

Inoltre, continua il mio impegno sulla graphic novel I Am Spank. Sì, ok… doveva essere pubblicata settimanalmente una pagina sul sito, ma i miei impegni mi hanno tenuto lontano dal topo per un po’. Ora però ho ricominciato, quindi il buon vecchio Spank tornerà molto presto online e probabilmente anche in un’altra forma. Ma per ora non svelo altro.

Splashpage a matita di I AM SPANK

Dettaglio di una splashpage a matita di I AM SPANK

WIP di una pagina di I AM SPANK

WIP di una nuova pagina di I AM SPANK

Per oggi è tutto e spero di farmi vivo presto!

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BACKSTAGE: il banner di “I AM SPANK”

Nella home page del DayJobStudio e, precisamente, nel banner che appare nella parte alta della schermata, si vedono girare a ruota alcuni disegni dei validi disegnatori che lavorano ai vari progetti dello studio. Un paio di quei disegni sono i miei (credo si riconosca lo stile) e uno in particolare riguarda I AM SPANK.

In questo post volevo semplicemente mostrare una sorta di backstage mostrando i tre passaggi che hanno portato alla versione finale del disegno e che grosso modo caratterizzano tutto il mio modo di lavorare.

Vorrei riuscire prossimamente a corredare questi post di backstage con anche qualche foto, ma devo vedere se mi ricordo di scattarle mentre disegno 😀

Beh, vi lascio con i tre passaggi del banner di I AM SPANK, enjoy 😉

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CONTINUA I AM SPANK

In attesa di parlarvi di nuove cose che ribollono o sono già pronte ma attendono di uscire, vi informo che è mercoledì… e come ogni mercoledì una nuova pagina di I AM SPANK è online! La trovate qui: http://www.dayjobstudio.net/it/?e=5

Due brevi anteprime e chiudo 😉

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I AM SPANK: IO SONO

fotoC’è già tutto nel titolo. I AM SPANK: Io sono.

I AM SPANK  è un progetto per un graphic novel che nasce dall’idea dei miei fidati compari Federico Chemello e Maurizio Furini, sceneggiatori atomici sempre pieni di nuove idee.

I AM SPANK è un progetto che mi ha permesso di rimanere legato al fumetto in un momento buio di qualche anno fa in cui stavo sprofondando dietro a una scrivania in un’ufficio.

I AM SPANK è un progetto che mi accompagna anche ora in un periodo molto positivo che mi ha visto impegnato al mio primo lavoro da disegnatore professionista (di cui non posso ancora dire o far vedere nulla) e alle prime conquiste come sceneggiatore.

Ecco allora perchè IO SONO, perchè io sono questo progetto e ci sono legato in un modo un po’ particolare. Per questo sono molto orgoglioso che, finalmente, dopo diverse difficoltà e impegni (dovuti a quella cosa di cui non posso far vedere o dire nulla) siamo riusciti con Fede e Mauri a metterlo in piedi con una struttura solida e che secondo noi merita di essere letta.

I AM SPANK da oggi è pubblicato online sul nostro nuovo sito DayJobStudio in cui potrete leggerlo ogni mercoledì in questa sezione.

Quindi fatevi un giro, leggete I AM SPANK e non dimenticatevi di mettete il “mi piace” sulla nostra pagina Facebook

Intanto vi saluto con qualche preview direttamente dalle pagine:

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COLORI

Come promesso chiudo la polemica sull’Area Pro di Lucca Comics e posto un paio di studi di personaggi. Il primo è un disegno vecchio già postato, ma che ho colorato, mentre il secondo è il protagonista del progetto a cui sto lavorando ora.

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DI AREE PRO E WANNABE 2

Una splendida vignetta dal capolavoro “The Dreamer” di Will Eisner

Prometto che dopo questo post chiuderò definitivamente la mia polemica (del tutto personale e sterile me ne rendo conto) sull’Area pro di Lucca Comics and Games per favorire il contatto tra editori e aspiranti autori.

Finita la fiera, come al solito si fanno i bilanci. Si tratteggiano pro e contro. E soprattutto (in linea con i tempi) si snocciolano numeri a manetta su accessi, biglietti venduti, ecc. Non mi soffermerò sui numeri generali, ovvero sui 180 mila biglietti staccati e su come Lucca Comics sia una potenza inarrestabile nel magnifico mondo delle fiere di fumetto (in effetti lo è).

Vorrei invece soffermarmi su un altro dato, in linea piuttosto con gli interessi dei wannabe (aspiranti fumettisti) come me. Da una fonte che ignoravo prima d’ora, si legge che di quelle 180 mila persone almeno 1.500 erano aspiranti autori che hanno avuto accesso all’Area pro per mostrare i propri lavori agli editori presenti: “un’iniziativa originale di Lucca Comics and Games – commenta Giovanni Russo, responsabile area Comics – pensata allo scopo di fornire un duplice servizio: da una parte l’occasione per gli emergenti di mettersi in mostra, dall’altra la possibilità per il settore di reperire nuovi promettenti artisti”.

E qui parto con la polemica (lo ripeto, del tutto personale ed effettivamente sterile). Allora il dato interessante, che credo sia impossibile trovare e che però mi piacerebbe moltissimo avere per le mani, è la percentuale di quei 1.500 ragazzi e ragazze wannabe che ha effettivamente avuto un contatto utile e realmente proficuo per trovare un lavoro nell’universo-fumetto italiano. Ma poi, mi piacerebbe sapere anche quanto quegli editori ritenevano davvero così importante l’incontro con nuovi autori per dare loro lavoro vero nel medio-breve periodo.

In sostanza, e qui si spiega tutto il mio scetticismo nei confronti dell’Area pro di Lucca Comics, credo che l’unico a ritenere importante l’Area pro sia chi da Lucca Comics ci guadagna. L’Area pro in altre parole è una specie di calamita per un sacco di gente che paga il biglietto, nella maggior parte delle volte nemmeno per la fiera in sé, ma solo per passare ore e ore in Area pro ad aspettare editori scocciati e poco disponibili, troppo spesso disillusi e che sembrano chiedersi, quando ci vai a colloquio, “ma che cazzo ci faccio io qui che dovrei essere al mio stand a vendere fumetti (importati dall’estero)?”.

Facciamo due conti e poi chiudo. 1.500 wannabe, considerando accrediti vari ottenuti da amici o pass gratis di diverso tipo, saranno almeno 1.200 biglietti staccati. Considerando che difficilmente si va a Lucca Comics da soli, ma almeno con un amico/a ci si va, sono già 2.400 biglietti. Facciamo circa 3.000 perché magari qualcuno viene in gruppo con amici cosplayers. Considerando che questi 3.000 fanno un abbonamento di almeno 3 giorni (33 euro) si tratta di quasi 100 mila euro che diventano 120 mila per gli abbonamenti da 4 giorni (40 euro).

Ecco. Vorrei tanto che qualcuno smontasse il mio ragionamento dicendomi che in realtà l’Area pro di Lucca Comics and Games funziona per dare lavoro vero e veri contatti ai wannabe, così come so per esperienza che funzionano le Aree pro di altre fiere italiane. Ma per ora credo che l’unico funzionamento dell’Area pro di Lucca sia solo quello che serve a riempire le tasche di qualcuno e dare visibilità agli editori.

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DI AREE PRO E WANNABE

Quest’anno niente Lucca. Non sono riuscito a organizzarmi sia e soprattutto per cause inerenti la mia doppia identità, sia perché quest’anno ho preferito organizzarmi per il Festival di Angouleme di cui magari parlerò in seguito.

Però non ci andrò anche per un altro motivo: Lucca scondo me sta diventando poco significativa per gli aspiranti autori.

Senza dubbio Lucca Comics rappresenta un momento interessante e divertente dell’universo fumetto e sicuramente è diventato negli anni un evento che attrae un gran numero di appassionati tra stand-mercato, mostre (poche e mal curate a dirla tutta), manifestazioni, ecc. Inoltre Lucca è un punto di incontro anche per chi del fumetto già ci vive, per i professionisti veri (autori, ma soprattutto editori) che hanno in questo modo la possibilità di incontrarsi, fare alleanze profique, promuovere le nuove opere, ecc.

Lucca però secondo me non è più troppo proficua per chi vorrebbe o sta per diventare un professionista, motivo principale di interesse, quindi, per quelli come me. La famosa Area Pro (in cui ho passato molto, molto, molto del mio tempo aspettando spesso editori che poi nemmeno si presentavano) è un abbaglio. Sarò forse un po’ troppo lineare nei miei ragionamenti e spero che qualcuno mi possa smentire, ma è molto difficile trovare autori che grazie all’Area Pro di Lucca abbiano trovato lavoro o contatti (con editori) realmente proficui.

L’Area Pro per com’è considerata a Lucca è uno specchio deformante, un’ulteriore vetrina per gli editori che si rendono disponibili a visionare alcuni portfolio, senza però cercare realmente qualcuno da ingaggiare, senza un reale interesse negli autori, restituendo sempre giudizi vaghi, senza mai esporsi e spesso annoiando perchè “sei bravo, ma il fumetto qui è in crisi, perciò prova all’estero…”. Non dico queste cose per i no che ho ricevuto, sono consapevole che il mio stile non vada molto d’accordo con l’editor medio dell’Area Pro di Lucca. Dico queste cose perchè stando lì quasi ogni anno, da almeno 4 anni, per più di 12 ore al giorno per almeno tre giorni, l’aria che tira è questa. Lo senti nelle parole dei wannabe che sono lì con te e lo respiri quando vai a un colloquio con l’editor.

Non voglio sembrare supponente, non voglio che si pensi “chi cazzo ti credi di essere”. Ho rispetto per tutti  gli aspiranti che ci vanno (anche se gli editori che fanno portfolio review quest’anno non è che siano proprio il massimo, a parte Bao). Credo solo che Lucca (almeno nelle edizioni in cui io sono stato, quindi tutte tranne quella di quest’anno) stia diventando una specie di carrozzone pieno di effetti speciali, votato unicamente al consumismo, ai cosplayer, alle cazzatine, ecc.

Dovrebbe invece spingere mooooolto di più su quello che secondo me in una fiera di fumetti dovrebbe essere più importante di molti addobbi e festine varie: il contatto (interessato per entrambre le parti) tra editori e nuovi autori, motore di innovaizone e nuovo respiro nel mercato. Cioè, se nessun editore è veramente interessato a cercare nuovi autori, non è obbligatorio avere un’Area Pro in fiera. Rimane comunque una bella festa.

A questo proposito credo che in Italia ci siano manifestazioni più valide dal punto di vista professionale e che abbiano maggior peso per i wannabe come me. Manifestazioni con meno “festa”, ma con un’Area Pro in cui più di qualche mio “collega” ha trovato il trampolino di lancio (anche io l’avevo trovato, ma purtroppo la mia doppia identità mi ha fregato) e che ospitano editor realmente interessati a trovare nuove teste.

Quindi, ecco perchè quest’anno per me niente Lucca. Chi ci va mi faccia sapere com’è andata. Magari, se è andata bene, cambio idea e l’anno prossimo ci faccio un salto. 😉

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DOPPIO LAVORO, DOPPIA IDENTITÀ

Leggendo i post qui e la in questo blog mi sono reso conto che c’è molto di noioso, privato e forse anche patetico (come credo sarà questo articolo). Ma ho bisogno di scriverlo e quindi lo faccio 🙂

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Un Harvey Dent dalla serie animata di Batman. Design del mitico Bruce Timm

È una questione di osmosi o forse di empatia. I fumetti sono la mia vita e come la mia vita sono costretti a subire gli alti e bassi e spesso, controvoglia, a essere messi da parte. Affitto, lavoro, convivenza, guadagni assenti, molte volte mi hanno obbligato a fare delle scelte che mi hanno allontanato dai fumetti, talvolta anche inconsciamente. Però nonostante tutto, nonostante le difficoltà e anche ai tentativi di scelte drastiche, non ci posso fare niente, qualcosa ciclicamente si muove e mi riporta in campo.

Ho fatto molte cazzate di cui mi sono pentito, lasciato progetti che mi assicuravano una pubblicazione come Madadh (nello specifico il quarto volume) a cui sono particolarmente legato e che ho purtroppo dovuto interrompere in corsa a causa, appunto, di affitto e simili. Ho lasciato in sospeso contatti preziosi oltreoceano che chiunque avrebbe saputo sfruttare meglio (ma che per fortuna non ho perso). Insomma ultimamente i “bassi” hanno creato un po’ di problemi e mi hanno tenuto lontano dal fumetto facendomi anche smettere di crederci.

Però io sono un fumettista. Lo dico più a me stesso che ad altri perché più mi allontano e più mi convinco di non crederci, più mi manca. Insomma per l’ennesima volta che mi sono allontanato, questa è l’ennesima volta che dico “sono tornato”. Lo spirito ora però è diverso: prima cercavo di compiacere il mercato, la vendibilità delle mie pagine, adesso invece farò di tutto pur di “lottare” per una mia identità artistica, per compiacere me stesso, poi se a qualcuno piaccio (come è successo fino ad ora) allora le cose cominceranno a decollare definitivamente. Non significa essere il classico artista incompreso. Odio quel tipo di persone. Però non voglio essere sopraffatto dall’idea di dover essere come vogliono gli altri ma di sostenere la mia strada.

Per ora comunque sono costretto a gestire una situazione di doppia vita e di doppia identità. Di giorno in ufficio e di notte al tavolo da disegno. Alla fine non credo di essere l’unico e tutto sommato potrebbe essere una condizione che mi costringe a ottimizzare il tempo.

Per la serie guardiamo il lato positivo 🙂

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QUALCOSA…

Un po’ di roba…

Ciao 😉

DOGS YEARS

Riemergo per avvertire quelli che ancora seguono questo blog di andare immediatamente a leggere l’ultima storia di Rusty Dogs scritta magistralmente da Emiliano Longobardi e disegnata da me. Il titolo: Dogs Years.

Enjoy 😉