Archivio mensile:maggio 2008

PROPRIO NON ENTRA

Poco dopo aver cominciato i corsi di fumetto a cui insegno, quelli partiti postumi verso i primi di aprile, abbiamo avuto subito una defezione. Un ragazzo si è spaventato (o forse non se lo aspettava) di una mia affermazione che ho bollato come categorica durante la prima lezione. L’affermazione è questa: “in questo corso non insegnamo a disegnare… Un corso di fumetto non è solo un corso di disegno, ma è un corso dove si impara a raccontare con le immagini.” Quel ragazzo evidentemente si era fatto l’idea che per imparare a disegnare un corso di fumetto era l’ideale, o quano meno un buon modo per farlo, perche fumetto=disegno.

Dopo questo evento sono rimasto turbato non poco. E mi sono quasi sentito di dover rivedere il programma che avevo in mente per quella classe: intendevo puntare più sulle tecniche narrative e sulla tavola piuttosto che sulla tecnica di disegno, visto che erano una clesse più grande (di età) rispetto a quella che ha iniziato ad ottobre. La defezione mi fa pensare non poco a certe concezioni che si hanno del fumetto. Soprattutto quando provo ad affrontare discorsi come per esempio la scrittura nel fumetto: ragazzi dai 14 ai 17 anni strabuzzano gli occhi a sapere che un fumetto è prima scritto e poi disegnato.

Proprio non entra che il fumetto è un modo per raccontare. Un modo per comunicare dove il disegno è SOLO un mezzo e non un fine. Dove è a narrare che bisogna imparare, non a fare disegnetti a matita su fogli volanti. Il fumetto è tavole a fumetti, dove c’è tutto il suo codice comunicativo. E solo facendo tavole, imaprando a come farle, a come raccontare nelle e tra le vignette, che si impara a far fumetti.

Ma evidentemente non è così facile da far entrare. Avrò avuto in due anni almeno una quarantina di ragazzi. E solo una classe era davvero interessata a far tavole. Una classe è di una decina di ragazzi. Tutti gli altri volevano sapere: “ma per fare un velociraptor come si fa? E l’occhio del velociraptor com’è fatto?”, oppure: “ma per disegnare la bocca aperta i denti come si vedono?”, oppure: “ma i muscoli dell’avambraccio sono tanti vero? Come si disegnano?” ecc.

Quello che cerco di far passare nelle mie classi è che non ce ne frega niente di come si disegnano i denti di una bocca o l’occhio di un velociraptor, ci sono le foto la documentazione per quello… intanto buttati, racconta, poi per quello c’è tempo, lo si impara con le foto, copiando studiando e studiandosi. E alla fine ‘sti ragazzi si troveranno con una marea di fogli con schizzi buttati a caso e manco una tavola a fumetti… come risultato di un corso di fumetto e non di disegno.

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Enjoy 😉