A PRESTO… SPERO

4 Febbraio 2009

E’ molto che non aggiorno.

E’ un periodo un po’ no… in cui tra le altre cose non ho un bel rapporto con il blog. Succede. Va a cicli. Soprattutto perchè ti accorgi che a volte qui dentro le cose non vanno come dovrebbero andare secondo te.

Comunque ci si sente presto, appena mi torna la voglia.

A presto… spero.


EPPUR SI MUOVE…

13 Dicembre 2008

Un po’ di roba, dopo mesi che non aggiorno ;-)

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LA LUCCA DEI GRANDI NUMERI

5 Novembre 2008

manifestoluccacomics08Ecco. Si. Direi che una comune nella Lucca di quest’anno sono i grandi numeri. E se ne parla dappertutto tra le altre cose.

Io c’ero sabato e domenica, quindi non mi sono beccato i litri di acqua che sono scesi giovedì e venerdì, ma mi è stato detto che si temeva il peggio per Lucca Comics&Games 08. Mi è stato detto che si rischiava il crollo visto il tempo e la scarsa affluenza nei primi due giorni di manifestazioni.

E invece la svolta. Sabato e domenica un afflusso record. Soprattutto sabato, Lucca era letteralmente impallata di gente. Per le vie della città non ci si muoveva, o se ci si muoveva lo si faceva a passo di pinguino (dondolando lateralmente e avanzando di mezzo centimetro alla volta). 58′000 biglietti staccati. Sono tre anni che vado regolarmente a Lucca. E non ho mai visto tanta gente in vita mia.

La Lucca dei numeri anche per MADADH vol. II. La tiratura stampata per la manifestazione è andata quasi tutta esaurita. Non mi sbilancio su numeri precisi, preferisco lasciarlo fare a Tommy che aveva il conto preciso, ma vi basti saapere che Madadh a questa Lucca 08 è andato molto molto bene. Quindi un ringraziamento speciale e con il cuore in mano a tutti coloro che hanno acquistato il primo e il secondo volume di Madadh. GRAZIE A TUTTI!!!

Ora piccola chiusura polemica. Se questa è stata la Lucca dei grandi numeri forse, a mio avviso, per quello che ho potuto vedere (tra una dedica e l’altra agli stand), è stata però la Lucca dai pochi contenuti. Conferenze sparite (come quella del maestro Sergio Toppi), poco e male segnalate. Stessa cosa vale per le mostre. Forse la dispersività della Lucca Comics&Games in giro per la città, quest’anno si è fatta vedere più degli anni scorsi, e forse proprio a causa dei grandi numeri che sono stati fatti. Anche il mercato credo che abbia avuto il rovescio della medaglia per quanto riguarda la congestione nel padiglione editori: con la guardia civile lucchese che gestiva gli ingressi e le uscite delle persone per evitare il collasso strutturale, non credo (parer mio) che l’acquisto agli stand sia stato molto agevole. Io in primis ho avuto accesso al padiglione editori solo perchè disegnavo allo stand CUT-UP, ma non sono riuscito purtroppo ad avventurarmi in quel fiume di persone che congestionava i corridoi e ahimè non sono riuscito ad acquistare nulla di quello che volevo acquistare. Altra considerazione in forma di domanda che lascerò in sospeso per esser commentata: ma siamo davvero sicuri che la grossa affluenza registrata sia da attribuire all’interesse per il fumetto? O forse sarà il classico folklore che accompagna la manifestazione del ponte di ognissanti ad aver avuto un effetto calamita più forte degli altri anni?

In ogni caso, da grandi poteri derivano grandi responsabilità, diceva un certo zio Ben al nipote Peter. Da ora in poi per Lucca Comics&Games si avranno grosse aspettative credo, e spero davvero che l’organizzazione sia in grado di tenere testa alla Lucca dei grandi numeri… Perchè è stata una figata!


STANCHEZZA E STUPORE

18 Giugno 2008

Stanco. Ho appena deciso di chiudere qui per oggi… mi stanno per cadere gli occhi.

Tavola sette.

Mi sono messo sotto tutto il pomeriggio oggi e inaspettatamente ho quasi concluso le matite di tavola sette. In un pomeriggio ne ho fatti due terzi. Credo che il merito sia del formato che per questo nuovo episodio di MADADH 2 ho deciso di adottare: sempre A3, ma l’area di disegno è decisamente più piccola rispetto a quella delle tavole vecchie (che ridendo e scherzando sono ormai vecchie di quasi due anni… azz!).

Poi mi sorprendo sempre di come nella mia testa a volte certe vignette sembrino più complesse di quello che inrealtà sono, cioè mi capita di dire: “caspita questa vignetta è incasinatissima… non riuscirò mai a farla velocemente…” e poi sono proprio queste vignette a volare via sia come tempo che come tecnica… forse perchè ci penso di più delle altre e quindi, anche se inconsciamente, mi trovo ad averci più confidenza.

In ogni caso.

Entro domenica dovrei riuscire a finirla e mandarla a Tommy che ultimamente mi sta un po’ col fiato sul collo… mancano meno di cento gorni alla deadline e ancora tante tavole da fare. Tante ancora per tutti (vero Alessandro? ;) )

Comunque si, sono stanco. Stanco, ma stupito. Stupito di me stesso.

Bye ;)


PROPRIO NON ENTRA

27 Maggio 2008

Poco dopo aver cominciato i corsi di fumetto a cui insegno, quelli partiti postumi verso i primi di aprile, abbiamo avuto subito una defezione. Un ragazzo si è spaventato (o forse non se lo aspettava) di una mia affermazione che ho bollato come categorica durante la prima lezione. L’affermazione è questa: “in questo corso non insegnamo a disegnare… Un corso di fumetto non è solo un corso di disegno, ma è un corso dove si impara a raccontare con le immagini.” Quel ragazzo evidentemente si era fatto l’idea che per imparare a disegnare un corso di fumetto era l’ideale, o quano meno un buon modo per farlo, perche fumetto=disegno.

Dopo questo evento sono rimasto turbato non poco. E mi sono quasi sentito di dover rivedere il programma che avevo in mente per quella classe: intendevo puntare più sulle tecniche narrative e sulla tavola piuttosto che sulla tecnica di disegno, visto che erano una clesse più grande (di età) rispetto a quella che ha iniziato ad ottobre. La defezione mi fa pensare non poco a certe concezioni che si hanno del fumetto. Soprattutto quando provo ad affrontare discorsi come per esempio la scrittura nel fumetto: ragazzi dai 14 ai 17 anni strabuzzano gli occhi a sapere che un fumetto è prima scritto e poi disegnato.

Proprio non entra che il fumetto è un modo per raccontare. Un modo per comunicare dove il disegno è SOLO un mezzo e non un fine. Dove è a narrare che bisogna imparare, non a fare disegnetti a matita su fogli volanti. Il fumetto è tavole a fumetti, dove c’è tutto il suo codice comunicativo. E solo facendo tavole, imaprando a come farle, a come raccontare nelle e tra le vignette, che si impara a far fumetti.

Ma evidentemente non è così facile da far entrare. Avrò avuto in due anni almeno una quarantina di ragazzi. E solo una classe era davvero interessata a far tavole. Una classe è di una decina di ragazzi. Tutti gli altri volevano sapere: “ma per fare un velociraptor come si fa? E l’occhio del velociraptor com’è fatto?”, oppure: “ma per disegnare la bocca aperta i denti come si vedono?”, oppure: “ma i muscoli dell’avambraccio sono tanti vero? Come si disegnano?” ecc.

Quello che cerco di far passare nelle mie classi è che non ce ne frega niente di come si disegnano i denti di una bocca o l’occhio di un velociraptor, ci sono le foto la documentazione per quello… intanto buttati, racconta, poi per quello c’è tempo, lo si impara con le foto, copiando studiando e studiandosi. E alla fine ’sti ragazzi si troveranno con una marea di fogli con schizzi buttati a caso e manco una tavola a fumetti… come risultato di un corso di fumetto e non di disegno.


Per la serie: “IL MIO AMICO TAVOLO DA DISEGNO…

22 Novembre 2007

… Si, e forse l’unico.”

Mamma mia però, che sogno.


A VOLTE RITORNANO

20 Novembre 2007

Lo so questo post spiazzerà qualcuno.

Premessa: dopo aver passato due settimane di disegno compulsivo, anarchico e per questo poco o nulla produttivo a livello di obiettivi, mi appresto a cominciare il mio famoso progetto (forse ne ho parlato tra le righe in qualche vecchio post). Ora sono in fase di difinire l’arco narrativo: mi sto scrivendo il soggetto insomma, a grandi linee. E poi si parte con la sceneggiatura e infine i disegni, almeno delle prime sei \ dieci tavole per offrire una proposta abbastanza concreta.

Perchè ho detto che questo post spiazzerà qualcuno? Beh perchè mi piace scrivere e l’idea di fare lo sceneggiatore di professione non l’ho mai abbandonata da quando (tre anni fa circa) mi sono cominciato ad avvicinare. Dal blog non sembrerebbe visto che fondamentalmente è una vetrina delle cose che faccio. Cose da disegnatore… Ma quando ho iniziato a (ri)pensare alla storia mi è tornata la voglia di scrivere e soprattutto il divertimento nel farlo.

Bene, voi direte, che cazzo ti passa per la testa deficiente indeciso cronico. Infatti se il fumetto è composto da due grossi passaggi creativi (sceneggiatura e disegno) io ho la sfortuna di essere innamorato di entrambi e di non poter scegliere dove andare. Si perchè io non so scegliere, ma sono una persona che ha bisogno di fare delle scelte (facile no?). Molti mi dicono che questa non è una sfortuna: “Sai scrivere, sai disegnare… che problemi ci sono, ti scrivi e ti disegni…” Si ok, ma dove potrò mai andare come autore completo qui in Italia?

Forse mi pongo troppi problemi. Due i più grossi: 1) la cosa che più mi blocca nel prendere la strada da sceneggiatore è la poca valenza che la sceneggiatura prende nel mondo del fumetto. Disegno disegno e disegno… certi neanche si immaginano che esista un passaggio di sceneggiatura. Quando supererò questo immaturo blocco mentale, il blocco del non vedere la propria cosa finita (perchè la sceneggiatura è solo un passaggio in effetti) allora potrò pensare di propormi solo come sceneggiatore. 2) L’altro blocco è un problema mooooolto più profondo: disegno da quando avevo 7 o 8 anni (ho avuto un periodo di stop nell’adolescenza dai 15 ai 18/19 anni, strano vero?) . Abbandonare il disegno sarebbe un delitto nei confronti della mia identità storica e personale. Non solo, ma quando so cosa voglio disgnare la voglia e il divertimento mi viene. Certo faccio difficoltà ad immaginarmi come un disegnatore puro: devo disegnare SEMPRE in funzione di una storia, se no niente. Non mi viene.

Il problema nasce proprio qui. Fare o no l’autore completo è proporzionale a fare o no la fame per chi vuol fare tutto questo di professione. Sono convinto che per viverci bisogna riuscire a inserirsi in un circuito seriale o simile. Sia chiaro non mi farebbe schifo per niente trovarmi come sceneggiatore o disegnatore per qualche fumetto seriale, in uno studio o qualcos’altro del genere, ma c’è da fare i conti con la soddisfazione personale.

In tutto questo mi piacerebbe davvero sapere le impressioni di chi passa di qui. Per capire quanto e se il mio cervello è malato o se effettivamente la situazione è come la leggo io.

Beh è meglio che la smetto di sproloquiare, sto facendo solo brutta figura con i pochi che seguono questo blog mettendo a nudo le mie insicurezze. Ma ormai la frittata è fatta. Avevo bisogno di farla evidentemente.

Aspetto i vostri commenti. Almeno quelli dei (pochi) soliti.


COLORANDO – CU CHULAIN

14 Novembre 2007

CU CHULAIN a colori. 

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RECENSIONE 2

12 Novembre 2007

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Altra recensione di MADADH scritta sul sito di Susanna Raule.

Ne approfitto per segnalare che il fumetto di MADADH uscirà probabilmente per dicembre, quindi chi passasse per di qua e fosse interessato all’acquisto, sappia che se non è ancora disponibile sul sito CUT-UP o sul sito del distributore PAN o nelle fumetterie, è dovuto a questo slittamento, visto che a Lucca era un’anteprima.

Comunque eccovi il link per la recensione della Raule: QUI


RECENSIONE

11 Novembre 2007

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E’ uscita ieri (o l’altro ieri, ma comunque ora è on line) una recensione di Madadh su De:Code.

Un grazie ad Antonio Solinas (e anche a Matteo).

Ecco il link, MADADH. Buona lettura.

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