Lo so questo post spiazzerà qualcuno.
Premessa: dopo aver passato due settimane di disegno compulsivo, anarchico e per questo poco o nulla produttivo a livello di obiettivi, mi appresto a cominciare il mio famoso progetto (forse ne ho parlato tra le righe in qualche vecchio post). Ora sono in fase di difinire l’arco narrativo: mi sto scrivendo il soggetto insomma, a grandi linee. E poi si parte con la sceneggiatura e infine i disegni, almeno delle prime sei \ dieci tavole per offrire una proposta abbastanza concreta.
Perchè ho detto che questo post spiazzerà qualcuno? Beh perchè mi piace scrivere e l’idea di fare lo sceneggiatore di professione non l’ho mai abbandonata da quando (tre anni fa circa) mi sono cominciato ad avvicinare. Dal blog non sembrerebbe visto che fondamentalmente è una vetrina delle cose che faccio. Cose da disegnatore… Ma quando ho iniziato a (ri)pensare alla storia mi è tornata la voglia di scrivere e soprattutto il divertimento nel farlo.
Bene, voi direte, che cazzo ti passa per la testa deficiente indeciso cronico. Infatti se il fumetto è composto da due grossi passaggi creativi (sceneggiatura e disegno) io ho la sfortuna di essere innamorato di entrambi e di non poter scegliere dove andare. Si perchè io non so scegliere, ma sono una persona che ha bisogno di fare delle scelte (facile no?). Molti mi dicono che questa non è una sfortuna: “Sai scrivere, sai disegnare… che problemi ci sono, ti scrivi e ti disegni…” Si ok, ma dove potrò mai andare come autore completo qui in Italia?
Forse mi pongo troppi problemi. Due i più grossi: 1) la cosa che più mi blocca nel prendere la strada da sceneggiatore è la poca valenza che la sceneggiatura prende nel mondo del fumetto. Disegno disegno e disegno… certi neanche si immaginano che esista un passaggio di sceneggiatura. Quando supererò questo immaturo blocco mentale, il blocco del non vedere la propria cosa finita (perchè la sceneggiatura è solo un passaggio in effetti) allora potrò pensare di propormi solo come sceneggiatore. 2) L’altro blocco è un problema mooooolto più profondo: disegno da quando avevo 7 o 8 anni (ho avuto un periodo di stop nell’adolescenza dai 15 ai 18/19 anni, strano vero?) . Abbandonare il disegno sarebbe un delitto nei confronti della mia identità storica e personale. Non solo, ma quando so cosa voglio disgnare la voglia e il divertimento mi viene. Certo faccio difficoltà ad immaginarmi come un disegnatore puro: devo disegnare SEMPRE in funzione di una storia, se no niente. Non mi viene.
Il problema nasce proprio qui. Fare o no l’autore completo è proporzionale a fare o no la fame per chi vuol fare tutto questo di professione. Sono convinto che per viverci bisogna riuscire a inserirsi in un circuito seriale o simile. Sia chiaro non mi farebbe schifo per niente trovarmi come sceneggiatore o disegnatore per qualche fumetto seriale, in uno studio o qualcos’altro del genere, ma c’è da fare i conti con la soddisfazione personale.
In tutto questo mi piacerebbe davvero sapere le impressioni di chi passa di qui. Per capire quanto e se il mio cervello è malato o se effettivamente la situazione è come la leggo io.
Beh è meglio che la smetto di sproloquiare, sto facendo solo brutta figura con i pochi che seguono questo blog mettendo a nudo le mie insicurezze. Ma ormai la frittata è fatta. Avevo bisogno di farla evidentemente.
Aspetto i vostri commenti. Almeno quelli dei (pochi) soliti.
Pubblicato da Alberto